Direttiva Omnibus e trasparenza prezzi: il tuo front-end ecommerce è compliant?

Con quasi dieci mesi di ritardo, il 18 marzo 2023 l’Italia ha recepito la Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio nota come Direttiva Omnibus.

Perché la norma interessa gli operatori ecommerce? Perché è stata voluta per garantire maggiore trasparenza sui prezzi verso tutti i consumatori, senza distinzione tra utenti retail offline e utenti digitali. Per chi vende online parliamo quindi di precise modalità di esposizione dei prezzi nei layout delle pagine prodotto e di potenziali modifiche al front end dei siti.

Andiamo con ordine.

Trasparenza sul “prezzo precedente”

Parlavamo di Omnibus già in un nostro post esattamente un anno fa. La Direttiva prevedeva infatti la data del 21 novembre 2021 per il suo recepimento e la data del 28 maggio 2022 per l’applicazione delle norme in essa contenute. A causa del ritardo nell’adozione, l’Italia è stata sottoposta ad una procedura di infrazione dalla Commissione europea, ed eccoci ora al suo definitivo recepimento.

Il documento è molto esteso, lo abbiamo esaminato in ogni sua pagina e questo è il succo del discorso: nel corso delle campagne promozionali deve essere chiaramente esposto al consumatore il prezzo precedente applicato dal venditore per ogni singolo prodotto in vendita. La norma stabilisce che per “prezzo precedente” si intende il prezzo più basso applicato dal venditore nei 30 giorni anteriori all’applicazione della riduzione.

Nel caso in cui il prodotto sia stato immesso nel mercato da meno di trenta giorni, si è tenuti ad indicare anche il periodo di riferimento del prezzo precedente allo sconto.

Unica eccezione, la regola del prezzo precedente non si applica del tutto nel caso di prezzi di lancio, di vendite sottocosto e di vendita di prodotti agricoli e alimentari deperibili.

Il fine è quello di evitare pratiche commerciali ingannevoli come fatto in passato da alcune piattaforme (il caso più eclatante è Yoox, sanzionata dall’antitrust) che tramite repricing del prezzo finale prima delle promozioni fece sì che il prezzo scontato fosse pressoché analogo al prezzo praticato precedentemente alla promozione.

Tali disposizioni avranno effetto dal 1° luglio 2023 e ciò comporta l’obbligo, da parte degli ecommerce, di adeguarsi alla normativa. Sarà quindi necessario, per le piattaforme che già non lo dispongano, implementare e popolare uno storico dei prezzi per tutti i prodotti, che copra un intervallo temporale di almeno 30 giorni. Contestualmente si dovrà adattare il front-end in modo da dare evidenza, oltre al prezzo su cui è effettuato lo sconto, del prezzo più basso praticato negli ultimi trenta giorni, secondo le norme descritte poco fa.

Tutta la normativa

La normativa si spinge oltre e annovera tra le pratiche commerciali da sanzionare anche le recensioni dei consumatori non ragionevolmente verificabili, ovvero quelle in cui non è data la possibilità di risalire all’autenticità della fonte.

In questo caso la soluzione più efficace potrebbe essere implementare un sistema di controllo a priori che permetta di recensire i prodotti solamente ad utenti registrati nella piattaforma, nel cui storico degli ordini si abbia prova di aver acquistato la merce che si intende recensire.

Per completezza di informazioni riportiamo anche le tutele al consumatore richieste ai marketplace. Si tratta principalmente di obblighi di carattere informativo riguardo:

termini contrattuali, ripartizione di obblighi e responsabilità tra fornitore del marketplace e terzo venditore, identità del terzo venditore in termini di professionista o privato (se privato non si applicano le norme europee a tutela del consumatore) e specifica se i risultati della ricerca sul marketplace derivano da annunci sponsorizzati.

Il consiglio per i merchant

A ciascun merchant spetta ora il compito di verificare che la propria piattaforma ecommerce consenta di gestire a front end l’esposizione dei prezzi promozionali come richiesto dalla normativa, e di intervenire in caso di mancata compliance. Noi possiamo dare supporto tecnico per le piattaforme Adobe Magento, Oracle, Shopify e BigCommerce. Tutte garantiscono questa funzionalità, si tratta solo di verificarla oppure di implementarla.

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